IL PILATES: Corso o Percorso?

Spesso in Studio, entrano clienti che dicono di volersi iscrivere ad un corso di Pilates perchè consigliatogli dal medico.
Peccato che i medici si dimentichino sempre di specificare al paziente, che bisogna scegliere e valutare bene, a seconda delle problematiche in questione, se è meglio frequentare un coso (di gruppo) o un percorso (individuale).
Sono tanti i medici scrupolosi e amanti del benessere a cui non piace prescrivere farmaci ma, diciamo la verità, molti altri non ti ricevono neanche in studio e prescrivono ricette per telefono limitandosi a curare i sintomi e non il problema. Sono questi i medici che danno consigli approssimativi che loro stessi non sono disposti a seguire.
Non è poca la fatica che noi insegnanti dobbiamo fare per far capire che per alcune problematiche serve un percorso individuale (e non di rado la valutazione di un fisioterapista o di un fisiatra). I clienti, forti del fatto che il medico (quello meno scrupoloso) gli ha detto di fare un corso, non accetta che noi addetti ai lavori non medici, li dirottiamo verso un percorso individuale.
Così si iscrivono ad un corso e solo dopo essersi trovati in mezzo a 15 persone mediamente in forma, si rendono conto che spesso devono fermarsi o evitare di fare alcuni esercizi perché avvertono dolore. La cosa curiosa e che, alcuni di questi clienti capiscono il perché gli era stato consigliato di fare un breve percorso individuale o il perché, in alcuni casi, è stato consigliato di fare una visita fisioterapica o fisiatrica. Altri invece, arrivano alla triste conclusione che…il Pilates non fa per loro (quindi partono dal presupposto che è la disciplina sbagliata e non il loro approccio).
Queste conclusioni mi spingono a credere che i soggetti in questione conducono una vita sedentaria, per cui la fatica e l’impegno, utili al loro benessere, non è nelle loro corde. Sono i consumatori seriali di antidolorifici o antinfiammatori con il correlato consumo di antiacidi o protettori gastrici. Le pillole, si sa, sono la via più veloce per la cura del disturbo, ma non per la soluzione del problema…e il Pilates non è una pillola ma un percorso alla fine del quale anche se non hai risolto al 100% il problema patologico, hai sicuramente sbloccato molti punti, sia fisici che mentali, ripristinando la connessione della mente con il corpo.

PERCHE’ SI PARLA DI CONNESSIONE MENTE-CORPO?
Il nostro cervello è una piattaforma da dove partono i comandi neurologici. Questi comandi hanno lo scopo di muovere i muscoli scheletrici che sono i muscoli volontari. Non sempre ci servono tutti i muscoli per compiere un’azione e, a seconda dello stile di vita e del tipo di lavoro che svolgiamo, molti muscoli smettono di essere usati. Il cervello a forza di aver chiuso il collegamento con quei muscoli, “atrofizza” la sua capacità di poterli comandare, così quando ci muoviamo, i muscoli vanno per inerzia e quelli che hanno più memoria (o comandiamo più spesso) prevaricano sugli altri.
Nasce da quì l’attegiamento “rilassato” del corpo: addome rilassato, anche spinte in avanti, collo proteso, una gamba più forte dell’altra ecc. Ma il nostro corpo è una macchina ben programmata e se non siamo noi a comandare i nostri muscoli posturali, interviene la “sopravvivenza” e il sistema muscolo scheletrico crea le sue compensazioni.
Dalle compensazioni muscolari nascono dolori e tensioni che, associati al tipo di lavoro che svolgiamo (stiamo troppo seduti, solleviamo carichi troppo pesanti, stiamo troppo in piedi) nascono le patologie.
Gli esercizi del Pilates risvegliano le migliaia di cellule celebrali dormienti che a loro volta, risvegliano le migliaia di cellule muscolari.
E’ questa la connessione mente e corpo, nulla di spirituale come vedete, ma questo ci rende padroni del nostro corpo, ci rende fisicamente più forti e mentalmente più presenti ed essere presenti in tutto ciò che facciamo ci rende CENTRATI….e non è forse il nostro centro ad elevarci a un piano più alto?